Dal telerilevamento satellitare alla gestione del territorio

GEOCORSI E-learning

La gestione integrata del dato spaziale per scopi che possono variare dalla gestione del territorio, al monitoraggio ambiente, alla pianificazione territoriale fino alla stima di possibili eventi definibili come rischiosi, prevede il trattamento di un dato telerilevato, reperibile grazie ad una moltitudine di piattaforme aeree.

È importante sottolineare come il telerilevamento preveda sia la geoinformazione acquisibile da Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto dotati di specifica sensoristica, che da piattaforme aeree oltre a quelle satellitari relativi, per esempio, ai programmi spaziali Copernicus (Sentinel) e Lansat.

Affinché tali piattaforme possano essere commercialmente utili, saranno dotate di specifica sensoristica, la quale non sarà unicamente legata alle camere fotografiche, ma anche altri sensori sensibili alle frequenze del termico, particolarmente adatto in ambito energetico, sensore multispettrale, indispensabile in ambito agronomico, forestale ed ambientale, oppure laser scanner aerei (LiDAR - Light Detection And Ranging), il quale, lanciando una serie di impulsi a terra, permette una fedele ricostruzione del terreno.

Lidar - Light Detection And Ranging

Il dato grezzo reperito dovrà quindi essere trattato e gestito a mezzo di specifici software finalizzati alla gestione del dato spaziale ; QGIS, il software GIS OpenSource più diffuso ed utilizzato nella la gestione dei dati cartografici territoriali, rientra appieno in questa descrizione.

Proprio tramite QGIS è infatti possibile non solo visualizzare le immagini raccolte dalle differenti piattaforme, ma anche trattarle dal punto di vista matematico e numerico, quindi per esempio calcolando particolari relazioni tra le bande spettrali, oltre a poter calcolare con precisione quei caratteri geomorfometrici legati alla struttura del terreno partendo da un dato altimetrico del terreno, il Modello Digitale di Elevazione.
 
cloud compare nuvola di punti

I dati e le informazioni estraibili dalle immagini, quindi del dato multispettrale utili a determinare una serie di indici spaziali indispensabili alla gestione ambientale, possono essere rappresentati in cartografie digitali e numeriche e gestite in sistemi informativi territoriali e sistemi di supporto alle decisioni.

A titolo di esempio, un indice di notevole importanza è l'NDVI, indispensabile in ambito agronomico per valutare lo stato di salute delle colture. Indubbiamente esistono moltissimi indici in bibliografia che possono essere calcolati in QGIS con la stessa metodologia utilizzabile per l'NDVI, utilizzando bande spettrali differenti.
 
Indice NDVI

Tra le varie informazioni che possono essere reperite da un'immagine satellitare multibanda vi sono anche le risposte spettrali intese come "firme spettrali".

Un approccio pratico si traduce nelle classificazioni supervisionate, ovvero la possibilità di riconoscere automaticamente porzioni di un certo ambiente che hanno una risposta spettrale (determinata sulle differenti bande spettrali a disposizione) analoga.
Infine, ricollegandosi al dato satellitare tra i vari dati disponibili vi sono anche quelli interferometrici, i dati SAR, che si dimostrano un'arma vincente per l'analisi e la misurazione dei movimenti del suolo, particolarmente utilizzati nelle situazioni correlate ad eventi sismici.
 
L'ampia vastità di informazioni correlate al dato telerilevato ha notevolmente agevolato l'utilizzo di queste metodologie in vari settori professionali grazie non solo alla qualità del risultato raggiungibile, ma anche per la facile ripetibilità di un rilievo o la facilità nel reperire le informazioni da programmi spaziali dedicati. 

 

Hai trovato questo articolo interessante?

Continua a seguirci sulle nostre pagine social, basta un click!

Segui Geocorsi su Facebook  Segui GEOCORSI su Twitter  Segui GEOCORSI su Linkedin

Oppure condividilo tramite i pulsanti qui in basso.

 
© Riproduzione riservata
Ultimo aggiornamento: