Principali aggiornamenti del Rapporto n.2
Tra le novità più rilevanti rispetto alla prima relazione:
- Cause predisponenti: inserita l'analisi del disboscamento e dell'erosione superficiale come fattore concausa, e approfondita la presenza di litotipi evaporitici nel substrato.
- Telerilevamento radar: ampliata l'analisi interferometrica con dati TerraSAR-X (DInSAR), aggiornamento delle elaborazioni SqueeSAR su Sentinel-1 e COSMO-SkyMed, e introduzione del Dynamic InSAR su Sentinel-1 per il monitoraggio post-evento.
- Telerilevamento ottico: nuova sezione sulla tecnica Particle Image Velocimetry (PIV) e analisi ad altissima risoluzione con Pléiades Neo e WorldView Legion.
- Indagini geofisiche: integrazione geoelettrica-sismica con tomografie 3D Fullwaver e sismica ad alta risoluzione in onde P e SH.
- Rischio residuo e fascia di interdizione: sulla base delle risultanze del monitoraggio strumentale, la fascia di interdizione nella frana centrale è stata rimodulata dagli iniziali 150 m a 100 m dal ciglio della scarpata (Ordinanza sindacale n.19 del 28 febbraio 2026). Il rapporto definisce gli scenari di arretramento della scarpata di neoformazione in funzione del fattore di sicurezza e i criteri per la gestione adattiva del rischio residuo nel breve termine.
- Criteri di intervento: riorganizzazione sostanziale della sezione con strategie di mitigazione nel breve, medio e lungo periodo; interventi strutturali e non strutturali; opere di regimazione idraulica su versanti e corsi d'acqua (Torrente Benefizio).
👉 Seconda Relazione CPC-UNIFI – Frana di Niscemi (9 marzo 2026)
Contesto
Gli eventi franosi del 15-16 e 25-26 gennaio 2026 hanno coinvolto il settore urbano del quartiere Sante Croci–Belvedere, l'area del Torrente Benefizio e le strade provinciali SP10 e SP12, con circa 1.500 persone evacuate. L'assetto litostratigrafico locale — alternanza di livelli sabbioso-arenacei permeabili e unità argilloso-marnose a bassa competenza meccanica — determina condizioni strutturalmente favorevoli all'innesco e alla riattivazione di scivolamenti profondi, in presenza di elevate pressioni interstiziali e processi erosivi al piede dei versanti.
Le trasformazioni morfologiche indotte dall'evento sono documentate nel visualizzatore interattivo del Dipartimento della Protezione Civile, che consente il confronto diretto tra le ortofoto pre-evento e il mosaico di immagini da drone acquisite nei giorni 18 gennaio, 31 gennaio e 2 febbraio 2026:
🗺️ Visualizzatore "Prima e dopo l'evento" – Frana di Niscemi 2026
Aggiornamento operativo: riunione commissariale del 16 marzo 2026
Il 16 marzo 2026, presso il Dipartimento della Protezione Civile, si è tenuta una riunione tecnica presieduta dal Commissario Straordinario Prefetto Fabio Ciciliano, con la partecipazione del Sindaco di Niscemi, del Direttore della Protezione Civile Siciliana, della Prefettura di Caltanissetta e dei Centri di Competenza. Il Prof. Casagli ha presentato le azioni necessarie per la stabilizzazione del versante: riorganizzazione della rete fognaria e dell'acquedotto, realizzazione di pozzi di emungimento, costruzione di gallerie drenanti, sistemazione del reticolo idrografico minore e opere di ingegneria naturalistica. Lo studio sul reticolo idrografico minore è stato affidato alla Fondazione CIMA.
📋 Comunicato stampa DPC – 16 marzo 2026

