Eruzione del Vesuvio del 79 d.C., rivelato l'impatto termico su Ercolano

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Uno studio appena pubblicato da un team di geologi dell'Università degli Studi Roma Tre sulla prestigiosa rivista Scientific Reports di Nature, dal titolo "A new hazard scenario at Vesuvius: deadly thermal impact of detached ash cloud surger in 79 CE at Herculaneum", firmato dalla dott.ssa Alessandra Pensa, dal prof. Guido Giordano, dalla prof.ssa Sveva Corrado, e dall'antropologo dott. Pier Paolo Petrone dell'Università Federico II di Napoli, ha permesso una nuova ricostruzione degli eventi termici che hanno colpito gli edifici e gli esseri umani durante l'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.

"Dopo l'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. la città di Ercolano venne investita da una nube di cenere rovente al punto da incenerire i corpi e vetrificare i cervelli delle vittime lungo il suo percorso."

Eruzione Ercolano

"La prima nube di cenere, rivelatasi di brevissima durata, entrò in città ad una temperatura iniziale di 500-600 °C e raggiunse poi la spiaggia ancora a più di 500 °C, causando la morte istantanea di tutte le persone rifugiatesi negli edifici in città e negli ambienti sul mare. L'interazione tra la nube di cenere bollente e l'acqua di mare provocò il rigonfiamento della nube e la deposizione di ceneri raffreddate subito dopo, che avvolsero i corpi delle persone già morte a causa del calore estremo. I successivi flussi piroclastici poi seppellirono progressivamente la città a temperature più basse." 

Fontewww.scienze.uniroma3.it

 

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