AdriaArray: concluso il monitoraggio sismico europeo della placca adriatica

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Completato un esperimento sismologico senza precedenti che ha coinvolto migliaia di sensori e decine di istituzioni europee per ricostruire la struttura profonda del Mediterraneo centrale.

Si è concluso nel 2026 AdriaArrayil più esteso progetto di sismologia passiva mai realizzato in Europa. Per quattro anni, oltre mille stazioni sismiche permanenti e centinaia di installazioni temporanee hanno registrato segnali provenienti dal sottosuolo dell'area centro-mediterranea, con l'obiettivo di comprendere l'architettura profonda della placca adriatica e i meccanismi geodinamici che governano la sismicità regionale.

La placca adriatica è una microplacca situata tra Africa ed Europa, circondata da Alpi, Appennini e Dinaridi, dove avvengono processi di subduzione e collisione responsabili dell'attività sismica. L'elevata densità della rete AdriaArray – con stazioni distanziate di poche decine di chilometri – ha permesso di applicare tecniche avanzate di imaging sismico, analoghe a una TAC applicata alla Terra.

Contributo italiano e potenziamento della Rete Sismica Nazionale
In Italia sono state installate 17 stazioni temporanee a larga banda in Pianura Padana e Sardegna, aree con minore densità strumentale. L'intervento, coordinato da INGV in collaborazione con università europee e INFN, è stato finanziato dal progetto Pianeta Dinamico – ADRIABRIDGE, che integra osservazioni sismologiche e modelli geodinamici.

Le stazioni sono state progettate per registrazioni ad alta qualità con trasmissione dati in tempo reale, anche in condizioni logistiche complesse. Le analisi del rumore sismico ambientale hanno evidenziato differenze tra le installazioni: quelle su roccia in Sardegna presentano condizioni ottimali, mentre in Pianura Padana il rumore antropico e sedimentario è più elevato. Nonostante ciò, la qualità complessiva dei dati acquisiti è risultata adeguata per analisi di terremoti locali e telesismi.

Risultati e prospettive
L'integrazione delle stazioni AdriaArray ha permesso la rilevazione di numerosi eventi di bassa magnitudo prima non osservabili, offrendo un quadro più completo della sismicità e maggiori possibilità di identificare faglie attive. I dati, resi disponibili tramite infrastrutture europee con politiche open access, favoriscono la collaborazione internazionale e l'utilizzo nei sistemi operativi di monitoraggio sismico.

Nei prossimi anni, l'elaborazione dei dati raccolti consentirà di migliorare le immagini della struttura profonda della Terra e affinare le stime di pericolosità sismica. AdriaArray dimostra come la cooperazione scientifica transnazionale sia oggi indispensabile per affrontare problemi geologici complessi che superano i confini delle singole reti nazionali.

Leggi l'articolo su INGVTerremoti, a cura di Claudia Piromallo, Irene Molinari e Carlo Giunchi, INGV.
 
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