Introduzione
È stato pubblicato il Decreto Ministeriale 108/2026 del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, che definisce in modo organico la regolamentazione degli impianti geotermici a circuito chiuso, oggi sempre più diffusi per la climatizzazione efficiente di edifici residenziali e produttivi.
Gli impianti a circuito chiuso si basano sull'utilizzo di sonde geotermiche verticali o orizzontali che scambiano calore con il sottosuolo, senza prelievo né reimmissione di fluidi, in alternativa ai sistemi a circuito aperto che impiegano pozzi su falda. Il decreto introduce una cornice normativa chiara per la progettazione, l'installazione e la gestione di queste tecnologie, con l'obiettivo di garantire sicurezza, tutela delle acque sotterranee e uniformità procedurale sul territorio nazionale.
Cosa prevede il nuovo decreto
Il DM 108/2026 stabilisce in particolare:- le caratteristiche tecniche delle sonde geotermiche e dei materiali impiegati negli scambiatori;
- i requisiti per la perforazione e la sigillatura dei fori, con specifiche sulla prevenzione di comunicazioni idrauliche indesiderate tra livelli acquiferi;
- le modalità di valutazione del rischio per la protezione delle falde, incluse le condizioni in cui sono richiesti modelli geologici dedicati, prove TRT e piezometri ambientali;
- gli obblighi documentali per progettisti e installatori, differenziati tra interventi in attività libera e interventi soggetti a procedura abilitativa semplificata (PAS);
- le indicazioni per il monitoraggio, il collaudo e la manutenzione degli impianti, con l'obbligo di inserimento dei dati nel Registro telematico delle piccole utilizzazioni locali.
La norma si applica agli impianti dotati di pompa di calore geotermica acqua-acqua, destinati a riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria in ambito residenziale, nonché alla generazione di energia termica in contesti produttivi.
Regimi amministrativi e Registro telematico
Il decreto coordina la disciplina degli impianti geotermici a circuito chiuso con i nuovi regimi amministrativi FER, definendo condizioni puntuali per l'inquadramento tra attività libera e PAS.- Sono in attività libera gli impianti sotto specifiche soglie di potenza termica e profondità delle sonde, a servizio di edifici esistenti, senza modifiche dei volumi e delle destinazioni d'uso.
- Sono soggetti a procedura abilitativa semplificata (PAS) gli impianti fino alle soglie superiori di potenza e profondità, per i quali è richiesto un progetto completo, modello geologico, piano di monitoraggio e inserimento dei dati nel Registro telematico regionale.

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Perché è importante
Il DM 108/2026 colma un vuoto normativo atteso da anni dagli operatori del settore, fornendo regole uniformi e riducendo le incertezze autorizzative per gli impianti geotermici a bassa entalpia. La chiarezza tecnica introdotta dal decreto favorisce la diffusione di sistemi geotermici a circuito chiuso, considerati strategici per la transizione energetica, l'efficienza degli edifici e la riduzione delle emissioni climalteranti.
Per i professionisti tecnici (geologi, ingegneri, progettisti impiantisti) il provvedimento rappresenta un passaggio rilevante: da un lato semplifica i percorsi autorizzativi, dall'altro richiede una progettazione più strutturata sul piano geologico, idrogeologico e geotecnico, con maggiore attenzione alla qualità delle perforazioni e alla protezione delle risorse idriche sotterranee.

